Dizionario del libro: termini, nomi propri, neologismi
Il dizionario del libro di Narraya: niente falsi positivi sui nomi inventati, coerenza di grafia, contesto per l'AI. Una lista per ogni libro, non globale.
Se hai mai scritto un fantasy con venti nomi di luoghi inventati, un romanzo storico infarcito di titoli nobiliari dimenticati, un fantascientifico con tecnologie che non esistono nel vocabolario, conosci il problema: ogni volta che apri il correttore, una foresta di sottolineature rosse ti accoglie. "Athelgar" è segnalato come refuso. "Margravio" pure. Il nome della tua città immaginaria, "Volturica", lo considera un errore di battitura e ti propone "Volturnia".
Il dizionario del libro risolve questo problema, e ne risolve due altri dietro le quinte.
Un dizionario per libro, tre problemi in uno
Il dizionario è una lista di termini specifici del tuo romanzo: nomi propri dei personaggi, toponimi inventati, neologismi, tecnicismi del genere. Una volta aggiunti, Narraya li tratta come parole legittime. Ma non è solo una lista di "parole da non correggere": è un registro che migliora la coerenza complessiva del libro.
- Niente falsi positivi. Il correttore grammaticale non segnala più "Athelgar" come refuso.
- Coerenza nella grafia. Se in capitolo tre hai scritto "Athelgar" e in capitolo sette "Athalgar", Narraya ti avvisa. Un errore tipico nei libri con molti nomi inventati.
- Contesto per l'AI. Quando Narraya analizza un capitolo, conosce il significato dei tuoi termini speciali. L'analisi non "inciampa" su parole che non riconosce.
Come costruirlo senza farlo diventare un peso
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Parti dai nomi dei personaggi principali.
Aggiungi i protagonisti e antagonisti appena li stabilisci. Sono quelli più a rischio di grafie incoerenti.
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Aggiungi i toponimi ricorrenti.
Città, regioni, edifici, strade con nomi inventati. Non serve catalogare ogni località citata una volta sola.
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Inserisci i neologismi del genere.
Termini fantasy (razze, magie), sci-fi (tecnologie, unità di misura), storici (titoli, mestieri scomparsi).
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Aggiorna man mano.
Non provare a riempire il dizionario in una sessione. Ogni volta che inventi un termine mentre scrivi, aggiungilo lì per lì. È un lavoro di pochi secondi.
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Ripulisci in revisione.
In fase di revisione, rileggi il dizionario: rimuovi voci che avevi inventato e poi scartato, uniforma grafia dubbie, aggiungi varianti accettabili (plurali, declinazioni).
Ogni libro ha il suo dizionario separato. I termini del tuo fantasy non contaminano il tuo noir, e viceversa. È una garanzia coerente con la filosofia di Narraya: ogni romanzo è un universo a sé.
Generi diversi, esigenze diverse
Fantasy
Nomi di razze ("dríadi", "orchifìci"), luoghi ("Valle del Crepuscolo"), lingue inventate, sistemi magici. I fantasy possono arrivare a dizionari di 200-300 termini: meglio inserirli subito.
Sci-fi
Tecnologie, unità di misura inventate, razze aliene, acronimi di agenzie galattiche. Attenzione alla coerenza degli acronimi: "CIPAR" non deve mai diventare "CIPAR-3" se non era previsto.
Storico
Titoli nobiliari desueti, mestieri scomparsi, toponimi antichi, formule di cortesia ottocentesche. Meno inventiva, più documentazione — il dizionario diventa anche un archivio.
Saga familiare
Soprannomi, diminutivi, nomignoli di famiglia. In un romanzo su quattro generazioni, la nonna "Tecla" non deve diventare "Tecla" in un capitolo e "zia Tecla" in un altro senza motivo.
Quando il dizionario è "abbastanza"
Non c'è una misura oggettiva. Un buon segnale: se durante la scrittura del sesto o settimo capitolo il Grammar Focus ti segnala ancora nomi inventati come errori, il dizionario è incompleto. Se invece scorre pulito, sei a posto. Il dizionario non è esaustivo in senso enciclopedico — è funzionale: serve quando rende la scrittura più scorrevole e la revisione più precisa.
Cosa non è
Non è una wiki del tuo mondo. Non è il posto dove descrivere le razze, spiegare la magia, tracciare la storia politica del regno. Per quello esistono le schede personaggi, le relazioni, e — se serve — un documento a parte. Il dizionario è un servizio tecnico: fa in modo che la lingua del tuo libro sia rispettata e coerente. Il worldbuilding lo fai altrove, e Narraya non pretende di contenerlo tutto.
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